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	<title>Bheppy &#187; SATA</title>
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	<description>Un programmatore è colui che riesce a complicare le cose più semplici...</description>
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		<title>I make my PC: l&#8217; HARD DISK</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 12:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bheppy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il disco rigido o hard disk (anche chiamato disco fisso) è un dispositivo utilizzato per la memorizzazione a lungo termine dei dati in un computer. È costituito fondamentalmente da uno o più dischi in alluminio o vetro, rivestiti di materiale ferromagnetico in rapida rotazione e da due testine per ogni disco (una per lato), le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il disco rigido o hard disk (anche chiamato disco fisso) è un dispositivo utilizzato per la memorizzazione a lungo termine dei dati in un computer. È costituito fondamentalmente da uno o più dischi in alluminio o vetro, rivestiti di materiale ferromagnetico in rapida rotazione e da due testine per ogni disco (una per lato), le quali, durante il funzionamento &#8220;volano&#8221; alla distanza di poche decine di nanometri dalla superficie del disco leggendo e scrivendo i dati. La testina è tenuta sollevata dall&#8217;aria mossa dalla rotazione stessa dei dischi che può superare i 15.000 giri al minuto…</p>
<p>Caratteristiche</p>
<p><a href="#"><img class="aligncenter size-full wp-image-114" title="HARD DISK" src="http://www.bheppy.com/wp-content/uploads/2008/07/800px-festplatte.jpg" alt="HARD DISK" width="478" height="359" /></a><br />
Hard disk da 8 GigaByte smontato nelle sue componenti<br />
I dischi rigidi moderni hanno capacità e prestazioni enormemente superiori a quelle dei primi modelli, ma la loro velocità nella lettura e scrittura dei dati, restano comunque di diversi ordini di grandezza, al di sotto delle prestazioni della RAM e della componentistica a stato solido che equipaggia un computer. Per questo motivo, il disco rigido è spesso la causa principale del rallentamento di un computer.<span id="more-113"></span><br />
Le caratteristiche principali di un disco rigido moderno sono:<br />
•    la capacità<br />
•    il tempo di accesso<br />
•    la velocità di trasferimento<br />
La capacità è in genere espressa in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gigabyte"><strong>gigabyte</strong> </a>(GB). I produttori usano i gigabyte metrici, invece delle approssimazioni per potenze di due usate per la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_%28informatica%29">memoria</a></strong>. Questo significa che la capacità di un disco rigido è in realtà un poco più piccola di quella di un modulo di memoria con la stessa capacità, e lo scarto aumenta all&#8217;aumentare delle dimensioni. Quando la capacità è espressa in GB, il fattore di correzione è di (1000/1024)3, pari a circa 0,93, per cui un disco rigido da 320 GB ha una capacità effettiva di circa 298 <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GiB">GB</a></strong>. Attualmente i dischi rigidi si trovano in vendita con capacità comprese tra 40 gigabyte e 1 <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terabyte">TB</a></strong>. La capacità può essere aumentata incrementando la densità con cui le informazioni vengono memorizzate sui dischi, oppure usando dischi più grandi o impiegandone un numero maggiore. La rincorsa a unità sempre più capienti non conosce soste, il primato lo detiene il modello Deskstar 7K1000 di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hitachi_Global_Storage_Technologies&amp;action=edit&amp;redlink=1">Hitachi</a></strong> presentato il 5 gennaio 2007, 1 terabyte su 5 piatti, con una densità di 23 miliardi di bit per centimetro quadro, parallelamente scende anche il costo per GB, il prezzo annunciato di questa unità è inferiore a 400$.<br />
Il tempo di accesso è la variabile più importante nel determinare le prestazioni di un disco rigido, conoscendo il modello, facilmente si può risalire ai dati tecnici dell&#8217;unità, compreso il tempo di accesso, purtroppo molti produttori di computer non menzionano questo dato, e a volte nemmeno la marca né il modello. Si tratta del tempo medio necessario perché un dato, residente in un punto casuale del disco, possa essere reperito. Il tempo impiegato dipende dalla velocità della testina a spostarsi sulla traccia dove risiede il dato e dalla velocità di rotazione del disco; maggiore è la velocità e più breve è il tempo impiegato dal dato a ripassare sotto la testina nel caso questa non fosse arrivata in tempo sul dato, durante la rotazione precedente (latenza rotazionale). I produttori cercano perciò di realizzare testine sempre più leggere (che possono spostarsi più in fretta perché dotate di minore <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inerzia">inerzia</a></strong>) e dischi che girano più velocemente. Il tempo di accesso tipico per un disco rigido di media qualità è attorno ai 10 millisecondi. Per uno ad alte prestazioni (15.000 giri) è di 3 o 4 millisecondi.<br />
La velocità di trasferimento è la quantità di dati che il computer è teoricamente in grado di leggere o scrivere sul disco in un determinato tempo (in genere si prende 1 secondo come riferimento). Usare dischi che ruotino più velocemente o incrementare la densità di memorizzazione porta ad un miglioramento diretto della velocità di trasferimento. C&#8217;è da dire che, a parte casi particolari, la velocità di trasferimento teorica viene raramente raggiunta e il tempo di accesso è quello che maggiormente influenza le prestazioni di un disco rigido.<br />
Oltre alle tre viste sopra, altre caratteristiche influenzano in misura minore le prestazioni di un disco rigido. Tra queste:<br />
•    il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buffer">buffer </a></strong>di memoria<br />
•    la velocità dell&#8217;<strong><a href="http://">interfaccia</a></strong><br />
Il buffer è una piccola <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cache">memoria cache</a></strong> (in genere di alcuni <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Megabyte">megabyte</a></strong>) posta a bordo del disco rigido, che ha il compito di memorizzare gli ultimi dati letti o scritti dal disco. Nel caso in cui un programma legga ripetutamente le stesse informazioni, queste possono essere reperite nel buffer invece che sul disco. Essendo il buffer un componente elettronico e non meccanico, la velocità di trasferimento è molto maggiore, nel tempo, la capacità di questa memoria è andata sempre aumentando, attualmente 32 MB sono una dimensione abbastanza usuale.<br />
L&#8217; <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interfaccia">interfaccia </a></strong>di collegamento tra il disco rigido e la <strong><a href="http://www.bheppy.com/i-make-my-pc-la-motherboard/">scheda madre</a></strong> (o, più specificatamente, il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Controller_%28informatica%29&amp;action=edit&amp;redlink=1">controller</a></strong>) può influenzare le prestazioni perché specifica la velocità massima alla quale le informazioni possono essere trasferite da o per il disco. Le moderne interfacce tipo <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Technology_Attachment">ATA133</a></strong>, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serial_ATA">Serial ATA</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Small_Computer_System_Interface">SCSI</a></strong> o  possono trasferire centinaia di megabyte per secondo, molto più di quanto qualunque singolo disco fisso possa fare, e quindi l&#8217;interfaccia non è in genere un fattore limitante. Il discorso può cambiare nell&#8217;utilizzo di più dischi in configurazione <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RAID">RAID</a></strong>, nel qual caso è importante utilizzare l&#8217;interfaccia più veloce possibile, come per esempio la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fibre_Channel">Fibre Channel</a></strong> da 2 Gb/s.</p>
<p>Dischi rigidi IDE</p>
<p><a href="#"><img class="aligncenter size-full wp-image-115" title="harddisk_parallel_ata" src="http://www.bheppy.com/wp-content/uploads/2008/07/harddisk_parallel_ata.jpg" alt="harddisk_parallel_ata" width="485" height="364" /></a><br />
Connettore <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Technology_Attachment">IDE</a></strong> di un hard disk<br />
L&#8217;interfaccia più comune è quella IDE, poi evolutasi in <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Technology_Attachment">IDE</a></strong> e <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Technology_Attachment">ATA</a></strong>. Un cavo piatto, solitamente grigio, è usato per connettere il disco rigido alla scheda madre. Spesso il cavo ha un terzo connettore per poter usare un altro disco (o altre periferiche ATA come i lettori cd) con lo stesso cavo. In tal caso, per poter distinguere tra le due periferiche, esse devono essere configurate una come master (padrone) e una come slave (schiavo). Questa configurazione può avvenire sia manualmente, spostando dei <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jumper">jumper</a></strong> presenti sulle periferiche, sia automaticamente se esse sono impostate come cable select. In quest&#8217;ultimo caso è la scheda madre a decidere chi è il master e chi lo slave. Questo è particolarmente utile quando si utilizzano dischi rigidi vecchi, o nel caso di bassa compatibilità tra unità diverse (ad esempio due dischi rigidi, ma anche un disco rigido e un lettore CD).<br />
Una scheda madre ha solitamente due connettori IDE (primario e secondario, detti spesso canali e impropriamente controller), ad ognuno dei quali è possibile connettere due unità per un totale di quattro periferiche. Non mancano schede madri con quattro connettori. Il cavo IDE non porta l&#8217;alimentazione elettrica necessaria per il funzionamento delle periferiche, che quindi devono essere connesse all&#8217;alimentatore per mezzo di un cavo separato.<br />
Tipicamente, un personal computer ha un disco fisso come master sul canale IDE primario, ma a seconda del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_operativo">sistema operativo</a></strong> utilizzato esso può risiedere su una qualunque interfaccia IDE.<br />
Ecco un esempio delle possibili connessioni all&#8217;IDE di un pc:<br />
•    canale primario:</p>
<ul>
<li> master: disco rigido;</li>
<li> slave: lettore cd (con il jumper su cable select)</li>
</ul>
<p>•    canale secondario:</p>
<ul>
<li> master: disco rigido;</li>
<li> slave: masterizzatore DVD</li>
</ul>
<p>Impostazione di master, slave, cable select<br />
Ogni unità che può essere connessa ad un cavo IDE (disco rigido, lettore/masterizzatore CD/DVD) possiede un gruppo di pin nella parte posteriore, tra il connettore per il cavo IDE e quello per l&#8217;alimentazione, che possono essere collegati a due a due da un apposito jumper. La posizione dei jumper per ottenere le diverse funzioni è normalmente descritta sull&#8217;etichetta che riporta le caratteristiche del disco rigido.</p>
<p>Serial ATA</p>
<p><a href="#"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" title="hd-serial_ata" src="http://www.bheppy.com/wp-content/uploads/2008/07/hd-serial_ata.jpg" alt="hd-serial_ata" width="450" height="467" /></a><br />
Hard disk con connettore Serial ATA (il secondo da sinistra)<br />
Negli ultimi anni con l&#8217;evoluzione delle periferiche di memorizzazione l&#8217;interfaccia ATA ha mostrato i suoi limiti tecnologici e quindi è stata sostituita da una nuova versione chiamata serial ATA. Questa nuova interfaccia ha come principale caratteristica quella di trasmettere i dati in modo seriale e quindi invece di utilizzare quaranta fili per trasmettere i dati ne utilizza solo due, uno per trasmettere i dati e uno per ricevere, oltre a due fili per le masse. In realtà il cavo è a sette fili dato che lo standard utilizza anche alcuni fili come segnali di controllo.<br />
Tecnologie SATA [modifica]<br />
NCQ: Native Command Queuing<br />
Recentemente nei dischi SATA è stata implementata una tecnologia ereditata dai dischi SCSI: l&#8217;NCQ:<br />
Ogni disco invia una richiesta tramite la <strong><a href="http://www.bheppy.com/i-make-my-pc-la-motherboard/">CPU</a></strong> e, se il dato non è presente in una delle cache, le testine del disco rigido si posizionano in modo da potere iniziare la lettura dei dati. Se occorre accedere a una serie di dati non sequenziali distribuiti in varie zone del disco, le testine dovranno saltare da un cilindro all&#8217;altro, avanti e indietro.<br />
Per esempio, se la sequenza di accesso è 1, 4, 3, 5, 2, 6, 7 (immaginando che la sequenza numerica corrisponda all&#8217;angolo di rotazione), si perderanno parecchi cicli di rotazione prima che le testine abbiano visitato tutti i blocchi di dati. Con l&#8217;NCQ, il disco rigido crea una coda delle richieste di accesso, quindi le riordina (ne cambia la sequenza) per ridurre al minimo il numero di rotazioni e il tragitto delle testine in modo da eseguire tutti gli accessi nel più breve tempo possibile.<br />
La rotazione dei piatti e il posizionamento sulla traccia (seek) sono i due criteri per ottimizzare l&#8217;esecuzione dei comandi in coda, così da compiere il tragitto più breve per visitare tutti i blocchi di dati che la coda di comandi prevede di leggere e scrivere. Questo meccanismo di accodamento e riordino è paragonabile all&#8217;ottimizzazione delle consegne da parte di un postino che debba consegnare centinaia di lettere in diverse zone di una città; anziché esaminare una consegna per volta in sequenza e saltare continuamente da un capo all&#8217;altro della città, il postino stabilisce un percorso che richiede il tempo minore per eseguire tutte le consegne. Per utilizzare al meglio l&#8217;NCQ occorre che le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Applicazione">applicazioni</a> stabiliscano code di comandi, cosa che non succede se è in esecuzione una singola applicazione che attende la risposta a una richiesta di dati prima di inviare la richiesta successiva.<br />
Di recente sono stati introdotti Hard Disk SATA 2 con un&#8217;interfaccia in grado di trasmettere fino a 3 Gigabit/s</p>
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